Lo schema a 5 punte spiegato giro per giro, le stelline per l'albero e i pacchi, il puntale rigido, il fiore a 5...
Il cuore batte più forte, il respiro diventa rumoroso, i pensieri iniziano a correre come se avessero bevuto tre caffè e deciso di organizzare una riunione d’emergenza nella nostra testa. Le mani sudano, la paura sale tanto come se stesse bloccando il respiro, le lacrime arrivano senza chiedere permesso. A volte diventa difficile deglutire, dormire, restare presenti. È come se il corpo iniziasse a vivere scenari futuri che la mente prova disperatamente a controllare prima ancora che accadano.
La parola è una sola: ansia. Per la mia generazione, l’ansia non è mai stata una parola rara, è entrata nelle conversazioni quotidiane, nei messaggi vocali alle amiche, nei “oggi non ce la faccio”, nelle notti in cui il sonno sembra una cosa che succede agli altri... e no, non sempre è stata accolta bene.
Perché, diciamolo, quante volte qualcuno ha provato a liquidarla con un bel
“Ma voi giovani avete tutto, di che vi lamentate?”
oppure con il grande classico:
“Noi alla vostra età facevamo ben altro, altro che ansia!”
Ecco, banalizzare un disturbo che un’altra persona sta vivendo non è mai la soluzione giusta. Non aiuta. Non consola. Non rende più forti. A volte, invece, serve solo qualcuno che si sieda accanto a te e ti ascolti.
Io ricordo ancora la prima volta in cui ho avuto l’ansia per un esame universitario, mia madre si sedette al mio fianco, non minimizzò, semplicemente mi ascoltò. E già quello, in certi momenti, può diventare una forma di salvataggio.
Quando l’ansia va guardata in faccia
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L’ansia può avere tante forme, può arrivare piano come un pensiero fisso oppure all’improvviso, come un’onda che ti travolge. Quando però arriva a portarti su un lettino del pronto soccorso, quando ti impedisce di vivere, dormire, lavorare, uscire, respirare con serenità, allora non basta più distrarsi un po’ bisogna guardarla in faccia, capire da dove nasce, analizzarla, darle un nome e soprattutto, chiedere aiuto.
Per questo è fondamentale ricordare una cosa: la terapia non è una sconfitta, è uno strumento. I professionisti della salute mentale hanno competenze, metodi e conoscenze che possono aiutarci a comprendere parti di noi che da soli, spesso, non riusciamo nemmeno a vedere.
Poi, con il tempo, si impara anche a riconoscere certe situazioni, si capisce quando l’ansia sta arrivando, si impara ad abbassare il volume prima che diventi troppo alto, si riesce anche ad esser d' aiuto persone che in quel momento la stanno vivendo e lì entrano in scena i piccoli rituali.
I rituali anti-ansia: gesti che riportano al presente

C’è chi prova a regolare il respiro, dandogli un ritmo più lento, chi appoggia mani o piedi nudi sul pavimento per tornare al corpo, chi cerca il freddo, perché quella sensazione netta e concreta aiuta a interrompere il vortice mentale, chi ascolta rumori bianchi, playlist rilassanti o suoni naturali, chi guarda cartoni animati, film leggeri, serie comfort, quelle che conosci quasi a memoria e proprio per questo ti rassicurano. E poi c’è l’atmosfera. Una luce calda, una coperta, una tazza accanto, una lampada di sale, magari non come rimedio miracoloso, ma come oggetto capace di creare un ambiente più raccolto, morbido, meno aggressivo. A volte non è l’oggetto in sé a curare, ma il rituale che ci costruiamo intorno. E in questo spazio intimo, fatto di gesti piccoli e ripetuti, entra anche l’uncinetto.
Perché l’uncinetto può aiutare quando l’ansia è alta
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Inserire l’uncinetto, prendere il filo, estrarre l’asola, ripetere. Sembra poco, ma non lo è.
Quando lavori all’uncinetto, la mente si sposta dal vortice dei pensieri a un’azione concreta. È una forma di attenzione guidata: le mani lavorano, gli occhi seguono il filo, il corpo entra in un gesto ripetitivo e riconoscibile.
- Non devi decidere tutto.
- Non devi risolvere tutto.
- Devi solo fare il punto successivo.
E a volte, quando l’ansia è alta, avere davanti solo il punto successivo è già una piccola tregua.
L’uncinetto non elimina l’ansia, non sostituisce la terapia, non cancella le paure però può cambiare il volume, può trasformare un momento confuso in un gesto, un pensiero che corre in una maglia.
Progetti semplici da realizzare quando l’ansia è alta
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Quando l’ansia si fa sentire, non è il momento migliore per iniziare un progetto complicato con calcoli, aumenti, diminuzioni e schemi che sembrano usciti da un corso avanzato di ingegneria tessile, meglio scegliere lavori semplici, ripetitivi, rassicuranti.
- Una bandana è perfetta perché procede in modo lineare: avanti e indietro, punto dopo punto, senza troppe sorprese.
- I bijoux all’uncinetto sono piccoli, veloci, gratificanti. Ti danno subito la sensazione di aver concluso qualcosa.
- Una pochette è utile e bella: pochi passaggi, risultato pratico, effetto “l’ho fatta io e sì, sono anche molto fiera”.
- Un portachiavi crochet può diventare un mini progetto da borsa, da regalare o da tenere come talismano creativo.
- Un cestino è ideale quando hai bisogno di un lavoro ordinato, circolare, quasi meditativo. Giro dopo giro, il progetto cresce e tu lo vedi prendere forma.
La regola è semplice: quando l’ansia è alta, scegli progetti che non ti mettano alla prova, ma ti accompagnino.
Dall’America arriva la Borsa Anti-Ansia
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E' dall' America che arriva una tendenza molto interessante: la borsa anti-ansia, una tendenza che porta la firma delle GenZ.
Secondo un sondaggio realizzato su quasi 1.000 giovani americani tra i 18 e i 26 anni, il 61% ha dichiarato di aver ricevuto una diagnosi di disturbo d’ansia, mentre il 43% ha raccontato di vivere almeno un attacco di panico al mese. Molti scelgono di affrontare il problema attraverso psicoterapia e farmaci, strumenti importanti ma non sempre immediatamente efficaci quando l’ansia arriva all’improvviso.
Come ha spiegato la dottoressa Kyra Bobinet, medico e neuroscienziata comportamentale: «Tecniche come la mindfulness e la scansione corporea sono ottime, ma bisogna ricordarsi di praticarle». Il punto, secondo Bobinet, è che in un contesto quotidiano sempre più carico di stimoli, rumori, notifiche e pressioni, non è così scontato riuscire a fermarsi e ricordare cosa fare nel momento esatto in cui il corpo va in allarme.
Per molte persone, la consapevolezza nasce proprio dall’esperienza vissuta. È il caso di Stefany Staples, ventiquattrenne di Atlanta, in Georgia, che nel 2024 ha iniziato a convivere con l’ansia in modo molto concreto, attraverso sintomi fisici intensi, tra cui palpitazioni cardiache che l’hanno portata più di una volta in ospedale. «Pensavo che l’ansia fosse più che altro una questione di rimuginare troppo e sentirsi completamente sopraffatti, ma è molto di più», ha raccontato Staples.
Per questo Stefany Staples ha creato un piccolo kit personale da portare sempre con sé, inserendo nella borsa oggetti utili nei momenti critici: olio essenziale di lavanda per ritrovare calma e caramelle aspre, il cui sapore intenso aiuta a spostare l’attenzione dai pensieri ansiosi.
Gli specialisti guardano con interesse a questa abitudine, pur invitando alla cautela. Secondo il dottor Vinay Saranga, psichiatra e fondatore del North Carolina Institute of Advanced NeuroHealth, «la borsa anti-ansia è un’ottima idea per aiutare i pazienti che soffrono di ansia e attacchi di panico». L’obiettivo, però, dovrebbe essere quello di ridurre gradualmente gli oggetti necessari, senza viverlo come un fallimento quando si ha bisogno di usarli.
Una borsa che non contiene solo chiavi, telefono, portafoglio e quelle tre cose misteriose che vivono sul fondo e che nessuno osa nominare. Contiene piccoli strumenti, scelti con cura, per riportarti al presente.
Cosa mettere in un kit anti-ansia da portare in borsa
Ogni kit anti-ansia dovrebbe essere personale, non esiste una lista universale, perché ciò che calma una persona può non funzionare per un’altra.
Però possiamo partire da alcuni oggetti semplici, pratici e facili da portare con sé:
- Olio di lavanda che calma i nervi
- Caramelle amare che distraggono i pensieri grazie al sapore pungente
- Palline antistress
- Libro da leggere
- Mini libro da colorare con mini kit di colori
- Filo e uncinetto
- Penna e diario per raccogliere i pensieri
- Airpods per ascoltare la playlist che calma
Ed è qui che noi abbiamo pensato: ma se questa borsa fosse anche handmade?
La Monet Bag: la borsa crochet perfetta per accogliere il tuo kit anti-ansia
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Da questa tendenza americana nasce la nostra ispirazione: suggerirvi un modello di borsa da realizzare a uncinetto, facile, veloce e perfetto per accogliere il vostro kit anti-ansia.
Parliamo della Monet Bag, un progetto a cura della Fata Tuttofare, pensato come una borsa a rete, leggera e primaverile, arricchita dal delicato punto Ninfea.
La sua particolarità? All’interno ha una sacca in ecopelle con coulisse, perfetta per custodire tutto ciò che vuoi portare con te senza lasciare nulla in vista.
La struttura a rete la rende fresca, moderna, molto spring mood. Il punto Ninfea aggiunge quel dettaglio romantico che fa subito borsa da passeggiata, da uscita del sabato, da “vado a prendere un caffè ma con stile”.
Il progetto è realizzato con il filato IGGY XXL di Tessiland, un filato ideale per dare corpo alla borsa e renderla protagonista, senza perdere quella sensazione handmade che piace sempre di più anche nella moda.
Tutorial MONET BAG a uncinetto.
Puoi realizzare la tua Monet Bag seguendo il video tutorial della Fata Tuttofare:
E se non soffri d'ansia?
Se non soffri di questo disturbo, sappi prima di tutto che sei fortunata. E sì, puoi comunque innamorarti della Monet Bag. Perché al di là del tema anti-ansia, resta una borsa crochet bellissima per le uscite primaverili: leggera, femminile, particolare, con quel mix tra handmade e moda che oggi funziona tantissimo.
Puoi usarla per una passeggiata, un aperitivo, una giornata fuori, un look da weekend o una gita in cui vuoi portare con te qualcosa di pratico ma non banale.
Perché una borsa fatta a mano non è mai solo una borsa è un modo per dire qualcosa di te.
La creatività non cura tutto, ma può accompagnare molto
L’ansia quando arriva non va romanticizzata, possiamo imparare ad ascoltarla, possiamo chiedere aiuto, possiamo costruire intorno a noi piccoli rituali di protezione, possiamo scegliere gesti che ci riportano al presente. E per chi ama il mondo handmade, l’uncinetto può diventare uno di questi gesti. Non perché risolve tutto ma perché, punto dopo punto, ci ricorda una cosa semplice: anche quando dentro sembra tutto disordinato, possiamo ancora creare qualcosa. E forse è proprio da lì che si ricomincia. La creatività è un' ottima alleata per i disturbi d'ansia dai libero sfogo e diffondila anche agli altri.
Rosaria Tessiland®
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