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DMC Diamant Grandé è un filo metallizzato pensato per ricamo a mano e punto croce, perfetto per dettagli luminosi con effetto “gioiello”. Ha uno spessore più importante rispetto al classico Diamant, ideale per dare maggiore presenza al punto e una resa brillante su tela e tessuti. Indicato anche per bigiotteria e tecniche come chiacchierino, crochet e macramè; uncinetto consigliato n.1. Composizione 72% viscosa e 28% poliestere metallizzato, in bobina da 20 metri.
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SCHEDA RAPIDA: DMC Diamant Grandé è un filo metallizzato per ricamo a mano e punto croce, pensato per dettagli luminosi con effetto “gioiello”. Struttura indivisibile a 6 capi intrecciati, più spessa del Diamant classico: copre di più e dà maggiore presenza al punto.
Lunghezza: 20 metri | Composizione: 72% Viscosa + 28% Poliestere metallizzato (alcuni colori specifici possono essere 100% Poliestere) | Struttura: 6-ply non divisibile | Uncinetto consigliato: 1.00 (utilizzabili 1.25–1.75 in base alla mano) | Ago consigliato: Punto croce Tapestry 22–24 (cruna adeguata) | Lavaggio: a mano, acqua tiepida, detergente delicato.
Con i metallizzati il problema è sempre lo stesso: o hai luce, o hai lavorabilità. Il DMC Diamant Grandé nasce per ridurre quel compromesso. È un filo metallico “da resa”: più spesso del Diamant standard, indivisibile e costruito in modo compatto, così da dare copertura, rilievo e riflesso uniforme su tela e tessuti. Funziona molto bene nel ricamo a mano, nel punto croce non troppo fitto e, fuori dal ricamo, in tecniche dove serve un metallizzato che regga la trazione: chiacchierino, crochet gioiello, intrecci e dettagli decorativi.
Il Grandé dà il meglio quando vuoi un segno brillante visibile, con un punto che resta tondo e “pieno”. Non è un filo da spremere su qualsiasi supporto: su tele troppo fitte o con crune troppo strette l’attrito aumenta e il metallizzato si consuma prima.
Un metallizzato non si giudica dal “brilla sì/no”: conta come è costruito, come scorre, quanta torsione accumula e quanto regge l’attrito reale di ago e tessuto. Il Diamant Grandé è pensato per essere più gestibile dei metallici tradizionali a film sottile, a patto di rispettare le sue regole.
Il Grandé è un 6-ply non divisibile: i capi sono intrecciati in un corpo unico. Risultato per te: niente tempo perso a separare e riallineare fili, punto più “puffy” e riflesso più uniforme rispetto a metallici che si aprono e si disordinano.
La base in viscosa contribuisce a morbidezza e flessibilità; il poliestere metallizzato dà brillantezza e resistenza superficiale. Risultato per te: meno “ruvidità da lamina” e un comportamento più regolare nel passaggio in cruna.
Il filo lavora bene se l’attrito è controllato. Su tele troppo fitte (Aida 18) o con ago a cruna stretta, l’usura aumenta e la superficie metallica può opacizzarsi. Risultato per te: scegli ago con cruna adeguata e non forzare i fori: preservi brillantezza e continuità.
Lo spessore è circa doppio del Diamant standard e la copertura è paragonabile a più capi di mouliné in cotone. Risultato per te: su dettagli luminosi e linee decorative risparmi passaggi e ottieni rilievo visibile.
I metallici accumulano torsione durante l’uso. Se tiri troppo lungo o non scarichi torsione, aumentano nodi e “gomitoli”. La punta, al taglio, può aprirsi: è normale su un ritorto morbido. Risultato per te: gugliate corte, scarico torsione e punta rifinita quando serve.
Con i metallizzati la lunghezza è la prima causa di consumo superficiale. Oltre i 50 cm aumentano attrito in cruna e “stress” sul rivestimento. Meglio cambiare spesso che rovinare il filo a metà lavoro.
Ogni 5–6 punti (o quando senti che il filo “si avvita”), lascia pendere ago e filo: la gravità scarica torsione e riduce nodi e attorcigliamenti.
Se la punta si sfilaccia e fatichi a infilare, rifinisci con una micro-goccia di smalto trasparente o colla per tessuti, lascia asciugare e poi infila. In alternativa usa un infila-ago a lamella piatta.
Su Aida e tele da punto croce usa un Tapestry 22–24 con cruna adeguata. Se il foro è piccolo (Aida 18), non insistere: rischi di deformare la tela e consumare la finitura metallica.
All’uncinetto il riferimento è 1.00, ma molti lavorano più scorrevole con 1.25–1.50. Se il punto viene troppo rigido, sali di misura; se perde compattezza, scendi. Con perline, verifica prima il foro: spesso 1 mm passa, ma dipende dalla perlina.
La brillantezza del metallizzato si mantiene soprattutto evitando sfregamento meccanico e detergenti aggressivi. Anche se il filo è stabile, è prudente trattarlo come una finitura delicata.
Il Diamant standard è più sottile e adatto a dettagli fini e tele fitte. Il Grandé è più spesso, copre di più e dà un effetto più “pieno” e tridimensionale con un solo filo. Se lavori su Aida 18, in genere è più sensato restare sul Diamant standard.
No. È un filo indivisibile: la struttura a 6 capi è intrecciata in modo coeso. Separarlo lo indebolisce e peggiora la resa del riflesso.
È sconsigliato. I fori piccoli aumentano l’attrito: puoi deformare la tela e consumare il metallizzato. Su Aida 11–14 rende meglio e si lavora più pulito.
Di solito per due motivi: gugliata troppo lunga e torsione accumulata. Taglia 40–50 cm e lascia pendere ago e filo ogni pochi punti per scaricare torsione.
Rifinisci la punta con una micro-goccia di smalto trasparente o colla per tessuti e lascia asciugare. In alternativa usa un infila-ago a lamella piatta e taglia via la parte già “spelata”.
Un Tapestry 22–24 con cruna comoda. L’obiettivo è ridurre attrito: cruna troppo stretta = consumo più rapido del metallizzato.
Sì, soprattutto per bijoux: regge bene la trazione dei nodi e dà un effetto metallico evidente. Se vuoi più “tenuta” di forma, alcuni colori (in base alla composizione) possono risultare più rigidi: utile nei moduli strutturali.
È meglio evitare: la parte metallizzata soffre l’azione meccanica e lo sfregamento con altri capi. Preferisci lavaggio a mano delicato e asciugatura in piano.