Filo Diamant DMC per ricamo 35m

Il Diamant è ideato per ricamo a mano e punto croce, ma anche in bigiotteria con la tecnica Chiacchierino, crochet e macramè per la realizzazione di gioielli. Composizione 72%viscosa 28%poliestere per 35 metri

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SCHEDA RAPIDA: Filato metallico tecnico su spola, non divisibile, lubrificato per scorrimento controllato.
Formato: Spola | Lunghezza: 35 metri | Composizione (tipica): 72% Viscosa - 28% Poliestere Metallizzato (variabile per colore) | Uso consigliato: Ricamo, Punto Croce, Chiacchierino, Gioielli Tessili | Ago consigliato: +1 misura rispetto al cotone (cruna ampia).

DMC Diamant (Classico) - Monografia Tecnica e Analisi Operativa

Il DMC Diamant è un filato metallico di nuova generazione: non una lamella rigida, ma un composito polimerico metallizzato progettato per ridurre i problemi storici dei metallizzati tradizionali (abrasione, delaminazione, rigidità “fil di ferro” e scarsa affidabilità al nodo). Questa scheda è pensata per chi lavora davvero: ricamo a mano, punto croce, chiacchierino a navetta o ad ago, micro-macramè e bigiotteria tessile. L’obiettivo è fornire indicazioni operative realistiche, inclusi limiti e accorgimenti che determinano la resa nel tempo.

Perché il Diamant è diverso dai metallizzati “vecchia scuola”?

Il Diamant nasce per essere lavorabile prima ancora che brillante. La sua struttura coesiva (non divisibile in uso reale) e il trattamento lubrificante riducono l’attrito nei passaggi ripetuti attraverso tessuto e cruna, rendendolo più adatto a tecniche dove i metallizzati tradizionali si “spellano” o si spezzano. La resa visiva non è un semplice effetto specchio: è uno scintillio puntiforme (“sparkle”) dato dalla torsione e dalla sezione più rotonda. Questo lo rende efficace sia nel ricamo di dettaglio (contorni, punti pieni piccoli) sia nella gioielleria tessile, dove serve un filo che tenga forma senza diventare tagliente.


ANALISI TECNICA: Cosa stai acquistando davvero?

I metallizzati possono sembrare tutti simili in foto, ma il comportamento in lavorazione dipende da composizione, struttura e finissaggi. Il Diamant va letto come un materiale tecnico: se lo tratti “come cotone”, ti punisce; se lo tratti “come metallizzato evoluto”, diventa affidabile.

1. Composizione ibrida: perché Viscosa + Poliestere metallizzato?

La composizione tipica è 72% viscosa e 28% poliestere metallizzato (per molti colori metallici classici). La viscosa dà mano più morbida, migliore drappeggio e un comportamento più “docile” nei nodi; il poliestere sostiene la metallizzazione e migliora tenacità e brillantezza. In pratica: è il motivo per cui il Diamant è utilizzabile anche in tecniche “da nodo” (chiacchierino, macramè), dove altri metallizzati risultano troppo rigidi o abrasivi.

2. La variabilità tra codici colore: stessa linea, mani diverse

All’interno della stessa famiglia esistono profili diversi. Alcuni colori restano sul blend standard, mentre altri possono essere più ricchi di viscosa (più morbidi) o 100% poliestere (più nervosi e resistenti all’abrasione).
Impatto reale: passando da un oro “standard” a un colore saturo in poliestere, noterai più memoria elastica: serve più controllo di tensione e un ancoraggio più deciso, soprattutto nei nodi del chiacchierino e nelle chiusure del retro nel ricamo.

3. Struttura coesiva e sfilacciamento al taglio: il vero punto debole

Il Diamant è venduto come “non divisibile”, e in lavorazione si comporta così. Tuttavia l’estremità tagliata tende a sfilacciare mostrando i capi interni: non è un difetto “grave”, è un limite di uso.
Il consiglio dell’esperto: se la punta si apre, rifila 2-3 mm e reinfila in cruna. Non insistere: una punta sfrangiata aumenta attrito e opacizza il filo.

4. Scorrevolezza (lubrificanti): vantaggio enorme, ma attenzione ai nodi

Il trattamento superficiale rende il filo più scorrevole nei passaggi: meno “sega” sul tessuto, meno stress in cruna. Ma la scivolosità riduce la tenuta per attrito di alcuni avvii/chiusure.
Best practice: evitare avvii “a cappio” tipici del mouliné e preferire micro punti di ancoraggio che verranno coperti dal lavoro; in chiusura, intrecciare la coda sotto più punti del normale.

5. Spessore reale e resa visiva: scegliere il progetto giusto

Il Diamant Classico ha un volume paragonabile a circa 2 capi di mouliné: copre bene ma non è “piatto”. Nel punto pieno piccolo crea un leggero rilievo (“doming”) che cattura luce da più angoli.
Nota pratica: su aree ampie a punto raso può risultare più “alto” del cotone: se vuoi piatto assoluto, lavora più corto e con tensione omogenea, oppure alterna punti di ancoraggio ravvicinati.

Manutenzione: Allunga la vita ai tuoi manufatti

Per preservare brillantezza e struttura, lavare preferibilmente a mano o in ciclo delicato (meglio se in rete protettiva), con detergente neutro. Evitare candeggina/cloro: sui metallizzati può dare viraggi o opacizzazioni. Asciugare lontano da fonti di calore diretto. Stirare a bassa temperatura e, soprattutto, mai direttamente sul filo: lavorare dal rovescio con panno interposto evita di schiacciare la torsione che crea lo scintillio.


Domande Frequenti (FAQ)

Quanto filo devo tagliare per ricamare senza rovinarlo?

Con i metallizzati la regola è: corto. Per il Diamant, lavora con spezzoni da 30-40 cm massimo. Un filo più lungo attraversa il tessuto troppe volte e aumenta l’abrasione: il risultato è perdita di lucentezza e punta che sfilaccia prima.

Che ago devo usare per punto croce o ricamo?

Usa un ago di una misura in più rispetto al cotone che useresti sullo stesso tessuto, meglio con cruna ampia. L’obiettivo è far passare il filo in un foro “libero”, senza grattare contro la trama: è la differenza tra un lavoro pulito e un metallizzato che si consuma.

Posso iniziare con il “loop start” come col mouliné?

Di norma no, perché il Diamant è non divisibile e raddoppiarlo lo porta a uno spessore eccessivo. Meglio fare micro punti di ancoraggio sul retro in una zona che verrà coperta. In chiusura, intreccia sotto 4-5 punti reali: con un filo scorrevole, due passaggi spesso non bastano.

Nel chiacchierino i nodi “scappano” o si aprono?

Se la tensione è troppo leggera, può succedere, soprattutto con colori più “nervosi”. La scorrevolezza aiuta il flip, ma poi il nodo va stabilizzato: stringi leggermente di più del cotone e accompagna la chiusura, evitando lo “scatto” violento che può stressare la guaina metallizzata.

Come si comporta con perline e cristalli nei gioielli?

Funziona bene, ma controlla i fori: se sono taglienti, possono incidere il rivestimento metallico. Preferisci perline con foro ben rifinito e, per lavorazioni molto sollecitate, valuta un fissaggio del nodo finale con colla adatta (soprattutto nei colori con viscosa).

Posso “bruciare” l’estremità per fermarla come con certi sintetici?

Dipende dal colore/composizione. Nei codici 100% poliestere la cauterizzazione può funzionare (con grande attenzione e test prima). Nei colori con viscosa no: la viscosa non fonde, brucia e carbonizza. In quel caso la finitura più sicura è incollare il nodo finale con colla adatta e tagliare dopo asciugatura completa.

Il Diamant è adatto a riempimenti grandi a punto raso?

Si può fare, ma non è il suo uso più “facile”. Su aree ampie tende a creare un leggero rilievo e richiede tensione costante. Se vuoi uniformità perfetta, lavora con spezzoni corti, usa un ago adeguato e valuta punti di ancoraggio ravvicinati per evitare “pance”.

Tessiland
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