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Cos'è la Microfibra
Cos'è la Microfibra

Scopriamo cosa si nasconde dietro la Microfibra: Guida all'acquisto consapevole (e a prova di legge) Le domande sulla microfibra intasano le nostre caselle di posta e i commenti sui social ogni giorno. "Avete la Microfibra?", "Qual è la Microfibra anallergica?", "Esiste la Microfibra per neonati?", "È meglio dell'acrilico?".
È arrivato il momento di fare chiarezza con la precisione di un tecnico e l'onestà che ci contraddistingue. Partiamo subito con una verità scomoda che sconvolgerà molti: la MICROFIBRA NON È una fibra!
In termini strettamente merceologici, la "Microfibra" non esiste come materiale a sé stante.
Quindi, cos'è realmente la Microfibra?

La parola "Microfibra" è semplicemente un termine tecnico che descrive una caratteristica fisica di una fibra. Quando leggete questo aggettivo, esso definisce la finezza del filamento.
Per essere precisi (e qui entra in gioco la scienza tessile), si definisce microfibra una fibra avente una massa lineare compresa tra 0,3 e 1,0 dtex. Per darvi un'idea concreta: 1 dtex significa che 10 chilometri di quel filo pesano appena 1 grammo. Stiamo parlando di una finezza superiore a quella della seta e persino più sottile di un capello umano.
Quindi, "Microfibra" è un aggettivo che deve essere sempre preceduto dal nome della fibra reale. Esempio: Acrilico Microfibra. Questa dicitura ci dice che stiamo acquistando un filato in acrilico che è stato estruso in filamenti molto più fini dello standard. Questa lavorazione conferisce al prodotto una morbidezza estrema ("mano pesca" o "mano seta"), ma non lo trasforma magicamente in un prodotto naturale, né lo rende automaticamente curativo per i neonati.
La "truffa" del 100% Microfibra: Attenzione alle etichette!

Senza andare troppo nel tecnico, cosa succede quando leggiamo su un gomitolo "100% Microfibra"? Ecco, non solo è un'informazione scorretta, ma è illegale.
Secondo il Regolamento (UE) n. 1007/2011 che disciplina le denominazioni tessili in tutta Europa, la parola "microfibra" non è una fibra ammessa nell'elenco ufficiale delle composizioni. Per essere a norma di legge, l'etichetta deve indicare il polimero:
Corretto: 100% Acrilico (Microfibra) oppure 100% Poliestere (Microfibra).
Scorretto (e sanzionabile): 100% Microfibra.
Purtroppo, nel mondo dei filati per aguglieria, si vedono troppo spesso etichette "furbe" che fanno leva sulla confusione per dare un valore percepito superiore al prodotto. Questo modus operandi viene usato da commercianti poco scrupolosi per far credere all'acquirente di comprare una "fibra speciale", magari ipoallergenica o adatta ai neonati, quando in realtà stanno acquistando un normale sintetico, spesso di dubbia provenienza.
Il caso reale: "Sono allergica all'acrilico, uso la microfibra"

Proprio pochi giorni fa, sotto un nostro video YouTube, è arrivata questa domanda emblematica: "È anallergico? Io adopero il cotone 100% o la microfibra, sono allergica all'acrilico o ai filati misti."
La nostra risposta è stata doverosa: "No signora, il filato anallergico non esiste, al massimo potrebbe essere ipo-allergenico. Ma dobbiamo anche informarla che, se è allergica all'acrilico e compra 'Microfibra', sta acquistando senza saperlo proprio quel polimero (Acrilico) che cerca di evitare, ma con un nome diverso!"
Questo dimostra quanto sia pericoloso non apporre le giuste informazioni sulle etichette. Un acquisto consapevole parte dalla verità.
Ma in definitiva: la "microfibra" è un prodotto da evitare?
Assolutamente no! Anzi!

Se etichettata correttamente e prodotta con standard elevati, la Microfibra di Acrilico si è evoluta incredibilmente negli ultimi anni. Oggi offre caratteristiche che difficilmente troviamo in altre fibre, nemmeno in quelle naturali:
Morbidezza Inarrivabile: Le moderne tecnologie di estrusione creano filati talmente morbidi che, al tatto, è quasi impossibile distinguerli da una lana merino extrafine.
Ipoallergenicità e Sicurezza: A differenza della lana, che può causare irritazioni meccaniche su pelli atopiche o sensibili a causa delle scaglie della fibra, la microfibra acrilica di alta qualità è liscia, inerte e non costituisce un terreno fertile per batteri o acari. È spesso la scelta consigliata per lo strato esterno delle copertine dei neonati perché si lava facilmente a temperature igienizzanti senza infeltrire.
Versatilità e Resa: Grazie al peso specifico bassissimo (il famoso dtex), un gomitolo di microfibra ha una resa in metri molto superiore rispetto alla lana o al cotone a parità di peso.
Quale Microfibra scegliere? Le soluzioni Tessiland

Noi di Tessiland abbiamo fatto della trasparenza il nostro marchio di fabbrica, offrendo prodotti che sfruttano la tecnologia della microfibra dichiarando esattamente cosa sono: acrilici di altissima qualità (Top Quality).
Il Re della Morbidezza: BRAVISSIMO
Il filato acrilico più amato. Disponibile nel formato da 50g e nel conveniente Gomitolone da 500g (con sistema Easy Start per non impazzire col filo!). Esiste anche nelle versioni Bravissimo Batik (sfumato) e Bravissimo Lurex per chi ama brillare.
Per chi ama il sottile: CHUCK
Se cerchi una finezza superiore, il Chuck (anche in versione Batik e Lurex) è l'acrilico microfibra che fa per te.
L'Innovazione Assoluta: TECK COTTON
Qui entriamo nella fantascienza tessile. Molti ci chiedevano un filato per il filet o per l'abbigliamento estivo che non avesse i difetti del cotone (pesantezza, rigidità, costo elevato). La risposta è il Teck Cotton: una microfibra di acrilico lavorata con torsione "cotoniera". Il risultato? Un filato che sembra Filo di Scozia alla vista (lucido, definito), ma che è leggerissimo, indistruttibile ai lavaggi e costa fino a 1/5 rispetto ai cotoni di marca. Perfetto per centrini, tende, ma anche per capi estivi che si asciugano in un attimo e non necessitano di stiratura (grazie alla natura idrofoba della microfibra che non trattiene l'acqua come il cotone).
Domande Frequenti (FAQ) - Facciamo il punto
1. Esiste la microfibra naturale?
No. Il termine microfibra si riferisce a tecnofibre sintetiche (poliestere, poliammide, acrilico). Esistono fibre artificiali come il Lyocell o il Modal che sono molto fini, ma la "microfibra" commerciale è sintetica.
2. La microfibra fa sudare?
Dipende dalla qualità e dalla lavorazione. Una microfibra di bassa qualità è un "sacchetto di plastica". Una microfibra di alta qualità come il Teck Cotton o il Bravissimo, lavorata con i giusti punti (maglie non troppo chiuse), permette una buona traspirazione. Tuttavia, per l'intimo a diretto contatto con la pelle, il cotone rimane insuperabile per la sua capacità di assorbire l'umidità, mentre la microfibra è eccellente per trasportarla all'esterno (traspirabilità).
3. Come si lava la microfibra?
È il suo punto forte: lavatrice a 30-40°C, centrifuga media. Non infeltrisce. Evitate l'ammorbidente (che "impatacca" le fibre riducendo la traspirabilità) e usate, se possibile, le washing bag (sacchetti per il lavaggio) per proteggere i capi e l'ambiente dalle microplastiche.
Conclusione
Non abbiate paura della parola "sintetico" o "acrilico", ma abbiate paura di chi ve lo vende chiamandolo con nomi di fantasia per nasconderne la natura. La Microfibra di Acrilico Tessiland è una scelta tecnica, moderna e consapevole per chi vuole unire performance, estetica e prezzo, senza rinunciare alla sicurezza.
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